VINCENTIUS PAGLIA

DEI GRATIA ET APOSTOLICAE SEDIS

EPISCOPUS INTERAMNENSIS NARNIENSIS AMERINUS

Questo tempio fu edificato in onore di sant’Antonio, il quale, secondo la tradizione, per raggiungere Assisi sia passato nel territorio dell'antico abitato di Interamna. Già verso il 1218 san Francesco fu presente in questa parte dell’Umbria e in seguito alla sua predicazione penitenziale-esortativa alcuni vollero unirsi ai frati Minori, tra cui Berardo da Calvi, Pietro da Sangemini, Ottone da Stroncone, Accursio e Adiuto. Raggiunta Assisi furono inviati in missione presso i saraceni, e precisamente i mussulmani del Marocco; raggiunsero il Portogallo e si fermarono a Coimbra, nel Monastero di Santa Croce. Si imbarcarono poi dalla Spagna per il Marocco con don Pedro, infante di Portogallo che li accolse nella propria casa a Marrakech. Qui, sprezzanti del pericolo, cominciarono a predicare la fede di Cristo nelle vie e nelle piazze. Condotti dinanzi alle autorità locali e imprigionati, furono rilasciati con l’ordine di non predicare più il nome di Cristo! Ma continuarono con estremo coraggio ad annunciare il Vangelo e per questo furono crudelmente torturati e infine decapitati il 16 gennaio 1220. Quando la notizia raggiunse san Francesco questi esclamò: «Ora posso dire di avere veramente dei frati Minori». In fondo essi ottennero la palma del martirio, ossia della testimonianza radicale del Vangelo fino a dare la vita, e questo non fu l’ultima motivazione che spinse lo stesso frate Francesco a recarsi in Oriente dove incontrò il sultano Malek-el-Kamil.

Quando i corpi dei cinque frati uccisi a motivo della fede dal Marocco giunsero a Coimbra, la loro testimonianza impressionò talmente il canonico agostiniano Fernando da Lisbona, che volle entrare nei frati Minori onde anche lui conseguire la vittoria del martirio, verso il quale aveva una grande ammirazione come testimoniano alcuni passaggi dei suoi Sermoni. Prendendo l’abito minoritico, cambiò anche il nome in quello di Antonio e imbarcatosi verso le terre del Marocco, a motivo di un naufragio si ritrovò in Sicilia, da cui raggiunse Assisi per partecipare al Capitolo dei frati Minori. Incontrato san Francesco presso la Porziuncola, al termine del raduno, dopo un periodo di vita eremitica, raggiunse Padova dove si dedicò alla predicazione fino alla sua morte; canonizzato nel Duomo di Spoleto da papa Gregorio IX sarà ricordato come sant’Antonio di Padova e il suo culto ebbe una diffusione straordinaria.

La tradizione vuole che per raggiungere Assisi passò anche per il territorio di Terni-Narni-Amelia e in questo modo restituì quanto ricevette dalla testimonianza dei Protomartiri francescani. Parafrasando un’espressione dei primi secoli cristiani, possiamo dire che “il sangue dei protomartiri francescani fu il seme della vocazione minoritica di sant’Antonio di Padova” in onore del quale il nostro predecessore Cesare Boccoleri eresse questa chiesa consacrandola il 13 giugno 1935 e al cui interno noi oggi collochiamo le reliquie dei Protomartiri giunte appositamente dalla Diocesi di Coimbra. La partecipazione assidua ai sacramenti da parte dei fedeli, che dalla città e dal circondario continuano ad accorrere in questo luogo, nonché la santità che queste mura richiamano, mi permettono oggi 13 giugno 2010, nella ricorrenza dei 790 anni dal martirio dei santi frati minori Berardo da Calvi, Pietro da San Gemini, Ottone da Stroncone, Accursio e Adiuto (1220-2010), di elevare questo edificio a

Santuario antoniano dei Protomartiri francescani

Si concede l'indulgenza plenaria, secondo le disposizioni della Penitenzieria Apostolica a chi si reca in questo luogo con atteggiamento personale di conversione, alle solite condizioni: il 16 gennaio, festa dei Protomartiri Francescani; il 13 giugno, solennità di sant’Antonio; il 2 agosto, per il Perdono d'Assisi; il 4 ottobre, solennità di san Francesco d'Assisi e una volta all'anno in un giorno scelto dal fedele.

E poiché tutto il territorio di Terni fu santificato dalla presenza di questi santi francescani, oggi è possibile chiamare a pieno titolo questo lembo di terra umbra la Valle dei Protomartiri, incastonata tra la Valle Spoletana, tanto cara al Santo di Assisi, la Valle Santa di Rieti e la Tuscia Viterbese che a Bagnoregio diede i natali al dottore serafico san Bonaventura.

Auspico che questo nuovo Santuario con la Parrocchia sia per tutti, in particolare per i giovani e le famiglie, luogo di santificazione, perché, come fecero Francesco, Antonio e i Protomartiri francescani, seguano le orme del Signore Gesù, che è via, verità e vita.

Terni, 13 giugno 2010.