locandina ad limina petri 2009Il ventinove giugno 2009, nella solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, dopo sei giorni di cammino, si è concluso splendidamente a Roma il pellegrinaggio “Ad Limina Petri”, pellegrinaggio percorso a piedi da 20 persone e iniziato dalla Basilica di San Valentino in Terni. Il pellegrinaggio è stato promosso dalla Compagnia dei Romei di San Michele Arcangelo insieme alla Associazione Diabetici della Provincia di Terni ONLUS ed è stato organizzato dalla Compagnia dei Romei di San Michele Arcangelo. Il pellegrinaggio “Ad Limina Petri” nasce dal desiderio degli organizzatori di ripetere la stupenda esperienza vissuta nel 2008 quando è stato effettuato il pellegrinaggio denominato “Cammino dell’Amore” da Terni ad Assisi. Il sorriso che ha accompagnato i partecipanti lungo i 140 Km del cammino e la bellezza dei paesaggi attraversati, lascia intendere che, sicuramente, questa esperienza non sarà fine a se stessa, ma destinata a ripetersi nel tempo. I pellegrini hanno dato vita ad un gruppo coeso che ha permesso a tutti di godere in questo breve lasso di tempo di una pace ristoratrice. Il versetto del salmo 84 che ha accompagnato i “pellegrini” lungo il percorso  “Beato chi trova in Te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio”, la dice lunga  sulle motivazioni che inducono l’uomo moderno a staccare dalla propria quotidianità e ad intraprendere un “cammino” che lo porti verso la sua spiritualità per interrogarsi sulla propria vita e riscoprire il senso della sua esistenza.

“Il pellegrinaggio ha come meta l'incontro personale con Dio e con se stessi. Disperso nella molteplicità degli affanni e della realtà quotidiana, l'uomo ha bisogno di riscoprire se stesso attraverso la riflessione, la meditazione, la preghiera, l'esame di coscienza, il silenzio… Le grandi domande sul senso dell'esistenza, sulla vita, sulla morte, sul destino ultimo dell'uomo devono risuonare nel cuore del pellegrino così che il viaggio non sia solo un movimento del corpo ma anche un itinerario dell'anima. Nel silenzio interiore, Dio si rivelerà proprio come una « voce di silenzio sottile » che trasforma il cuore e l'esistere. Solo così, quando si ritornerà a casa, non si piomberà di nuovo nella distrazione e nella superficialità, ma si conserverà una scintilla della luce ricevuta nell'anima e si sentirà la necessità di ripetere in futuro questa esperienza di pienezza personale, « decidendo di nuovo nel cuore il santo viaggio ».” (Tratto da Il Pellegrinaggio nel Grande Giubileo del 2000 approvato da papa Giovanni Paolo II) 

Pellegrinaggio in sintesi

Prologo del 21 Giugno 2009

dalla Basilica di San Valentino (Terni) al Santuario della Madonna Del Ponte (Narni)

(distanza percorsa Km15)

001

Alle ore 8,30 siamo partiti come sempre dalla nostra Basilica di San Valentino in Terni. Passando per varie strade secondarie abbiamo prima costeggiato l'abitato di Collescipoli e poi per strade sterrate siamo giunti al piccolo lago di Narni. Il percorso ha attraversato delle incantevoli colline e stupende distese di grano e ci ha permesso di vedere Narni e la sua Rocca di Albornoz da una angolazione del tutto particolare. Da qui percorrendo la strada che porta alla cittadina di Narni siamo giunti ai resti del Ponte di Augusto, un meraviglia da vedere pensando a come era imponente con le sue enormi arcate nel suo massimo splendore nell'anno 27 a.C.. Dopo aver ammirato il ponte, abbiamo utilizzato l'antico ponte medioevale per attraversare il fiune La Nera e poter giungere alla nostra meta il Santuario della Madonna del Ponte a Narni Scalo, santuario molto importante per la zona narnese ternana sin dal 1728. Alle ore 12,30 abbiamo partecipato alla Santa Messa officiata da Don Dimitru nella grotta della Vergine all'interno della chiesa. Abbiamo deciso di effettuare questa tappa di prologo perchè molti di noi non avevano le ferie per poter effettuare il pellegrinaggio alla tomba di San Pietro in sette giorni. Questo prologo comunque è un pellegrinaggio vero e proprio visto che ogni anno in settembre viene compiuto, per i festeggiamenti della Madonna del Ponte con partenza da Terni, da molte persone. 

 24 Giugno 2009

da Madonna del Ponte (Narni) a Orte (VT)

(distanza percorsa Km 23)

003

Al Santuario della Madonna del Ponte alle ore 8,00 è stata impartita l’antica solenne benedizione del pellegrino che prevede la consegna del bastone e della bisaccia dal nostro cappellano Don Luciano. Successivamente abbiamo imboccato il bel sentiero, ricavato sul tracciato della vecchia ferrovia, che costeggia il fiume La nera che ci ha condotto prima alle sorgenti di Stifone dalle acque incredibilmente blu e ai resti dell'antico cantiere navale romano e infine a Nera Montoro. A Nera Montoro abbiamo visitato la chiesa dei Santi Giuseppe ed Egidio e il parroco Don Pietru Blaj ci ha apposto il timbro sulla credenziale e Don Luciano ha tenuto una catechesi sulla figura di San Pietro. Sempre a Nera Montoro ci è stato offerto un lauto pranzo dalla associazione Parco Piscina di Nera Montoro. Abbiamo ripreso il cammino in direzione di Orte seguendo i sentieri sopra San Liberato da dove si gode di un incantevole panorama sulle vallate circostanti. Successivamente abbiamo seguito per un tratto il fiume Rio Grande e poi attraversato il fiume Tevere per arrivare ad Orte. Ad Orte abbiamo visitato la cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta e nella cattedrale dopo aver pregato abbiamo apposto il timbro di fine tappa. Abbiamo girovagato per il centro storico ammirando le bellezze della cittadina e a tappe con il pulmino siamo andati a ristorarci al Motel Park di Orte dove abbiamo cenato e pernottato, visto che non abbiamo trovato ospitalità nel centro storico di Orte. Speriamo che in futuro si possa trovare ospitalità nel centro storico di Orte.

 25 Giugno 2009

da Orte (VT) a Corchiano (VT)

(distanza percorsa Km 21)

014Partenza alle ore 8,30 appena usciti da Orte abbiamo imboccato vocabolo cappuccini e dopo un breve tratto sulla ss 204 Ortana abbiamo percorso una serie di strade di campagna che ci hanno condotto alla zona archeologica di Palazzono passando prima per il fosso di Valle Canale ove abbiamo visitato le tombe Etrusco/Romane e in particolar modo quella denominata delle monache. Successivamente abbiamo iniziato ad attraversare le "Forre" con il Fosso di Poggio Puzzello e Fosso delle tre Fontane, anzi abbiamo iniziato a scoprire il meraviglioso mondo delle Forre viterbesi (le forre possono essere paragonate a dei canyons ma con una immensa vegetazione). Siamo giunti a Vasanello caratteristica e graziosa cittadina con una bella chiesa dedicata alla Madonna chiesa di Santa Maria dove abbiamo pregato e apposto il timbro e poi abbiamo visitato la cittadina ammirando il singolare campanile della chiesa del San Salvatore di epoca longobarda e il Castello Orsini. Successivamente attraversando una cava di pozzolana abbiamo imboccato una forra denominata Fosso di Aliano che per attraversarla abbiamo dovuto per circa duecento metri percorrere il fiumiciattolo che l’attraversa (fortunatamente siamo in estate e l’acqua è bassa) e siamo risaliti su un sentiero che ci ha portato in uno stupendo noccioleto (le piantagioni di nocciole nel viterbese sono tenute come dei giardini). Verso le ore 13,00 all’ombra di una quercia secolare abbiamo pranzato e fatto una leggera pennichella. Poi sempre seguendo strade sterrate che attraversano i noccioleti siamo arrivati in prossimità di Corchiano e abbiamo finalmente posto i nostri piedi sul basolato della antica Via Amerina (ben tenuta per un tratto di circa 800 metri). A Corchiano ci siamo ristorati sul bar della piazza principale (ove i soliti si sono fatti la solita partitella a carte) e abbiamo visitato la chiesa di San Biagio con degli splendidi affreschi e pregato e apposto il solito timbro. Poi per uno splendido sentiero dentro ad una forra abbiamo raggiunto l’agriturismo Casale Loreto dove alcuni hanno fatto un ristoratore bagno in piscina. A Casale Loreto abbiamo cenato e pernottato.

26 Giugno 2009

da Corchiano (VT) a Nepi (VT)

(distanza percorsa circa Km 18)

024Partenza alle ore 8,30 dall’agriturismo. Abbiamo riattraversato la forra del giorno prima e arrivati a Corchiano abbiamo attraversato una bellissima tagliata falisca denominata Cava di Sant’Egidio che ci ha portato ad attraversare un ponte medieovale su un piccolo fiumiciattolo, il Rio Fratta, dell’ennesima forra. Da li attraversando le immancabili piantagioni di nocciole abbiamo attraversato un’altra forra guadando il fosso delle Sorcelle, anzi saltellando sui sassi del fiumiciattolo, e siamo sbucati nella zona industriale della ceramica da li seguendo dei sentieri di campagna siamo arrivati alla meravigliosa zona archeologica di Falerii Novi. Bellissimo l’arco della porta di Giove e incantevole l’antica Abbazia Cistercense di Santa Maria di Fàlleri, qui grazie all’aiuto di gente del posto abbiamo beneficiato di una guida dell’assessorato alla cultura del comune di Fabbrica di Roma che ci illustrato la storia sia della Abbazia che della antica città di Falerii Novi. Apposto l’immancabile timbro. Unica nota stonata è stato che i resti della città romana non li abbiamo potuti vedere perché le erbacce coprivano tutte le rovine (siamo in Italia e come sempre non sappiamo valorizzare le nostre ricchezze archeologiche). Dopo Falerii Novi abbiamo imboccato una strada sterrata che ci ha condotto alla meraviglia delle meraviglie la zona archeologica di Cavo degli Zucchi e poi Rio Maggiore e Fosso dei Tre Ponti. Emozionante camminare nella storia, i nostri piedi hanno percorso una intatta via Falisca/Romana (la Via Amerina) che in quel tratto attraversa una tagliata nella quale furono ricavate delle splendide tombe rupestri (questo tratto è talmente ben conservato che si possono ammirare anche i punti in cui i carri potevano scambiarsi). Incantevoli le tombe chiamate delle regine e i resti del ponte etrusco che attraversava una stupenda forra. Da li abbiamo imboccato un’ altra meravigliosa forra sotto la torre dell’ Isola Conversina chiamata Fosso dell’Isola. Anche qui per prima cosa abbiamo guadato un fiumiciattolo e poi abbiamo imboccato un sentiero che sembrava una galleria vegetale tanto che gli alberi si intrecciavano fra loro. Per finire abbiamo guadato l’ennesimo fiume Fossitello in un’altra forra e qui abbiamo dovuto arrampicarci con una corda per una piccola parete perché la vegetazione (rovi) ci impedivano di proseguire. Finalmente abbiamo ripreso un sentiero decente e guadato il Rio Vicano e grazie all’ospitalità del Sig. Torre Giuseppe (proprietario della terra dove siamo passati) che ci ha aperto i cancelli cosi da poter percorrere quello che era l’antico tracciato della Via Amerina e raggiungere rapidamente Nepi. A Nepi siamo stati ospitati nel convento San Tolomeo dei Servi di Maria (bellissimo monastero con stupenda veduta sulla immensa forra di Nepi, con un bel giardino di innumerevoli piante da frutto e con una bellissima chiesa). Dopo aver celebrato la Santa Messa, dove Don Luciano ha continuato la catechesi sulla figura di Pietro, abbiamo apposto il timbro. L’assessore alla cultura di Nepi ci ha mostrato le bellezze della cittadina e fatto visitare il Castello dei Borgia e ci ha descritto la storia di tutte le stratificazioni delle mura di Nepi che vanno dall’età etrusca sino ai tempi dei Borgia. Successivamente "ristoro" nella piazza del comune con immancabile birra o prosecco. Abbiamo cenato nel refettorio del convento.

27 Giugno 2009

da Nepi (VT) a Campagnano di Roma (RM)

(distanza percorsa circa Km 20)

033Partenza alle ore 8,30. Abbiamo per prima cosa visitato la cattedrale di Nepi e la stupenda cripta e poi attraversando le antiche fortificazioni, per la porta piccola, siamo usciti dall’abitato di Nepi per intraprendere l’attraversata dell’ennesima forra – chiamata dei I Cavoni (questa a nostro avviso è la più bella forra attraversata). Peccato che dopo abbiamo dovuto percorrere per circa 2 chilometri una strada provinciale chiamata SP 38 Settevene. Poi proseguendo per strade sterrate siamo arrivati alle cascate di Monte Gelato (parco del Treia) dove abbiamo pranzato e alcuni effettuato tonificanti pediluvi nell'acqua gelata delle cascatelle, mentre altri, i più, una ristoratrice pennichella all’ombra delle piante limitrofe al corso d’acqua. Abbiamo proseguito sempre per sentieri e strade sterrate sino a Campagnano di Roma. Qui ci ha accolto Don Renzo che ci ha ospitato nel centro parrocchiale mettendoci a disposizione un salone per dormire con materassi e cuscini e confortevoli bagni (quelli di un campo di calcetto). Alle ore 19,00 dopo avere visitato e girovagato per Campagnano siamo andati a Messa nella chiesa di San Giovanni Battista. Dopo la Messa apposizione del timbro. Alle ore 20,30 all'ostello ci hanno fornito una ottima cena (incredibile ma vero il tutto ad offerta). Dopo cena alcuni come sempre hanno giocato a carte, mentre altri avevano ancora le forze per andare a ballare su una pista da ballo nel centro di Campagnano. Bellissima l’esperienza di dormine tutti insieme in un unico stanzone con il sacco a pelo (come si dorme negli albergue del Cammino di Santiago di Compostela) attuando il vero spirito del pellegrino e della fratellanza. Incredibile per alcuni è stata la prima esperienza di dormine insieme con solo il sacco a pelo, comunque tutti sono rimasti entusiasti di questa esperienza.

28 Giugno 2009

da Campagnano di Roma alla Via Cassia – La Giustiniana (RM)

(distanza percorsa circa Km 30)

040Partenza alle ore 8,30. Dopo aver salutato Don Renzo e aver lasciato una offerta per l'ospitalità, abbiamo preso la strada per arrivare al Santuario della Madonna del Sorbo, peccato che non ci è stato possibile visitarla perchè in restauro. Abbiamo poi attraversato la lunga e meravigliosa Valle del Sorbo in cui ci sono delle belle aree attrezzate anche per i pic-nic e poi abbiamo iniziato a salire per arrivare al paese di Formello. A Formello visita con preghiera alla chiesa di San Lorenzo Martire e apposizione del timbro. Dalla Chiesa sempre per strade sterrate e sentieri immersi nella campagna laziale siamo arrivati nei pressi di Isola Farnese. Qui ci avevano detto che il ponte non era praticabile ma di fatto il ponte non esiste più e pertanto il fuori programma è stato quello di guadare a piedi nudi il fiume, fortunatamente in estate non porta molta acqua. Poi, grazie all’ospitalità del Sig. Salvatore, che ci ha permesso di passare attraverso le sue terre aprendoci i cancelli e facendoci ristorare alla sua fonte, fonte con una acqua buonissima, forse era la gran sete, siamo arrivati salendo un piccolo dirupo ad una stupenda meraviglia della natura chiamata " L’Arco del Pino" (un arco naturale che attraversa una larga parete tufacea). Da li seguendo una strada ombreggiata, da pini sia a destra che a sinistra, che attraversa una bellessima tenuta agricola, siamo arrivati ad imboccare la trafficata via Cassia. Fortunatamente ci sono comodi marciapiedi e soltanto due chilometri ci separavano dal Veio Park Hotel dove abbiamo pernottato. La sera a cena siamo andati ad una grazioso ristorante e abbiamo, visto che era l’ultima sera insieme, commentato le esperienze sin li fatte.

29 Giugno 2009

dalla Via Cassia - La Giustiniana alla Basilica di San Pietro

(distanza percorsa circa Km 14)

043Oggi tappa breve, ma la partenza come sempre alle ore 8,30. Abbiamo percorso la Via Cassia prima e poi a Piazza dei Giuochi Delfici abbiamo iniziato a salire per via della Camilluccia, costeggiando le sedi delle molte ambasciate presenti nella zona, sino ad arrivare al belvedere di Monte Mario. Monte Mario nel medioevo si trovava nel tragitto della Via Francigena e veniva chiamato Mons Gaudii gli antichi pellegrini in questo punto si inginocchiavano e pregavano perché le insidie del percorso erano finite e perché finalmente intravedevano Roma e in epoca più tarda il Cupolone di San Pietro. Anche per noi, pellegrini del terzo millennio, è stato emozionante e commovente vedere il Cupolone e goderci un panorama mozzafiato su buona parte di Roma. Da Monte Mario abbiamo imboccato in discesa via Trionfale, via Leone IV, Piazza Risorgimento e poi seguendo le mura vaticane siamo finalmente arrivati, varcando il colonnato del Bernini, a Piazza San Pietro. La piazza ci ha accolto al suono delle campane spiegate a festa per la solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Nonostante che conosciamo molto bene Piazza San Pietro esserci arrivati da pellegrini ci fatto respirare una aria nuova e ci ha fatto passare un brivido misto di emozione e commossone indescrivibile. Queste sensazioni sono sfociate in un lungo abbraccio fra di noi. Poi ci siamo lasciati andare alla immancabile foto di rito, la foto del gruppo davanti alla Basilica. Ma non essendo ancora finito il pellegrinaggio, ci siamo messi pazientemente in fila per andare alle tombe dei papi.   

Basilica di San Pietro

044Dopo aver superato i controlli con il metal detector e aver, a malincurore lasciato il nostro stendardo al deposito bagagli, abbiamo terminato il pellegrinaggio  sulla tomba dell’apostolo Pietro. Al sepolcro di Pietro siamo rimasti, chi in ginocchio e chi in piedi, in silenziosa preghiera, e ognuno di noi ha in cuor suo ringraziato per il pellegrinaggio compiuto. Ognuno, in silenzio, ha deposto le sue intenzioni, i suoi ringraziamenti e le sue richieste. In tutti noi comunque aleggiava la consapevolezza che qualcosa in lui era cambiato durante questo pellegrinaggio. Dopo siamo saliti nella Basilica di San Pietro e siamo passati davanti alla statua di Bronzo che per l'occasione era adornata con il piviale rosso, ma per motivi di sicurezza non ci è stato permesso di effettuare il rituale bacio del piede. Usciti dalla Basilica ci siamo recati a pranzo in uno dei ristorantini del vecchio borgo e poi a comprare gli immancabili souvenirs. Alle ore 16,30 abbiamo celebrato la Santa Messa di ringraziamento per la conclusione del pellegrinaggio presso la Chiesa di Santa Maria del Carmelo in Traspontina officiata dal nostro sacerdote Don Luciano Afloarei. Qui abbiamo concluso la nostra riflessione sulla figura dell’Apostolo Pietro. Tutti i pellegrini hanno ricevuto il "Testimonium", l’attestato dell’avvenuto pellegrinaggio alla Tomba dell’Apostolo Pietro. Alle ore 18,30 abbiamo preso dalla Stazione Termini il treno che ci ha riportato a Terni. Ad Limina Petri è stato anche un modo per scoprire e riscoprire la grande figura di Pietro e possiamo dire che di essere stati in cammino insieme a Pietro. Abbiamo scoperto che Pietro è l’apostolo che più ci assomiglia con le sue debolezze umane.

Ringraziamento

Un vivo ringraziamento all’uomo dietro le quinte, Mauro Cecconi detto “Il Ladrone”, la persona che ha condotto il furgone di appoggio (il furgone che ci portava i bagagli e il cibo e l’acqua per il pranzo). Mauro ha permesso a noi di camminare con la certezza di avere sempre e comunque l’aiuto indispensabile per ogni evenienza. In altre parole possiamo dire che senza di lui noi non potevamo effettuare il pellegrinaggio con la spensieratezza con cui lo abbiamo fatto. Grazie per la disponibilità, per l’umiltà con cui ha svolto l’ingrato compito, per la cortesia e per la discrezione e soprattutto grazie per la simpatia e carica di umanità. Mauro con il suo fare ci ha dimostrato che: non esistono piccole parti ma soltanto piccoli attori.

attestato roma

Riflessioni


questo pellegrinaggio ha insegnato che:

- ognuno di noi con il suo essere arricchisce l’altro di qualcosa che a lui manca;

- camminare insieme non ti fa sentire mai da solo, anche se in alcuni momenti si stacchi e vuoi rimanere da solo a riflettere o a pregare;

- in cammino ogni ceto sociale si annulla e siamo tutti soltanto dei fratelli pellegrini;

- l’altro è diverso da te, ma con te sta camminando nella tua stessa direzione;

- che è più bello condividere le esperienze che viverle da solo;

- che nessuno è indispensabile ma siamo tutti necessari per arrivare alla meta.

Il pellegrinaggio a piedi è diverso perché anche la fatica sia fisica che mentale sono forme elevate di preghiera.

Quando duramente provato arrivi alla meta del pellegrinaggio esiste un attimo, un istante che ti senti cosi felice che ti sembra di vivere in un’altra dimensione, come se fossi “in Paradiso”.

L’importanza del cammino è: il vissuto quotidiano, ovvero le scoperte che fai durante il percorso di luoghi nuovi, di gente nuova, di come riesci a percepire i colori, i profumi, i paesaggi, e di come riesci a condividere e a convivere con altre persone per diversi giorni.

L’importanza della meta è: ognuno di noi deve avere nella vita una direzione su cui orientarsi e la meta di un pellegrinaggio è Cristo la stella polare della nostra vita.

 

LE FOTO DEL PELLEGRINAGGIO