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Festeggiamenti per l'arrivo delle reliquie da Coimbra (Portogallo)

LUNEDI 7 GIUGNO

Sacro Speco di Sant'Urbano
ore 15.30 - Accoglienza delle reliquie
ore 18 - Adorazione eucaristica
ore 19.30 - Vespri
Cattedrale di Narni
ore 21 - Accoglienza delle Reliquie e Santa messa solenne

MARTEDI 8 GIUGNO

Calvi dell'Umbria
ore 17 - Accoglienza delle reliquie sul sagrato della chiesa di San Francesco, processione e Santa Messa solenne in Santa Maria Assunta

MERCOLEDI 9 GIUGNO

Amelia
ore 18 - Santa Messa nella chiesa di San Massimiliano Kolbe
Lugnano in Teverina
ore 21 - Santa Messa nella chiesa di San Francesco d'Assisi

GIOVEDI 10 GIUGNO

Stroncone
ore 20 - Accoglienza delle reliquie e adorazione eucaristica nella chiesa di San Francesco d'Assisi
ore 21 - Santa Messa

VENERDI 11 GIUGNO

San Gemini
ore 18.30 - Accoglienza delle reliquie nella chiesa di San Francesco d'Assisi e Santa Messa

SABATO 12 GIUGNO

Colleluna - Monastero delle Clarisse
ore 16 - Accoglienza delle reliquie
ore 18 - Vespro solenne

DOMENICA 13 GIUGNO

Terni - Chiesa di Sant'Antonio da Padova
ore 18 - Santa Messa Solenne
DEPOSIZIONE DELLE RELIQUIE DEI SANTI PRIMI MARTIRI FRANCESCANI ED EREZIONE DELLA CHIESA A SANTUARIO DEI PROTOMARTIRI
Presiede il vescovo di Terni-Narni-Amelia S.E. Mons. Vincenzo Paglia

santino preghiera

VINCENTIUS PAGLIA

DEI GRATIA ET APOSTOLICAE SEDIS

EPISCOPUS INTERAMNENSIS NARNIENSIS AMERINUS

Questo tempio fu edificato in onore di sant’Antonio, il quale, secondo la tradizione, per raggiungere Assisi sia passato nel territorio dell'antico abitato di Interamna. Già verso il 1218 san Francesco fu presente in questa parte dell’Umbria e in seguito alla sua predicazione penitenziale-esortativa alcuni vollero unirsi ai frati Minori, tra cui Berardo da Calvi, Pietro da Sangemini, Ottone da Stroncone, Accursio e Adiuto. Raggiunta Assisi furono inviati in missione presso i saraceni, e precisamente i mussulmani del Marocco; raggiunsero il Portogallo e si fermarono a Coimbra, nel Monastero di Santa Croce. Si imbarcarono poi dalla Spagna per il Marocco con don Pedro, infante di Portogallo che li accolse nella propria casa a Marrakech. Qui, sprezzanti del pericolo, cominciarono a predicare la fede di Cristo nelle vie e nelle piazze. Condotti dinanzi alle autorità locali e imprigionati, furono rilasciati con l’ordine di non predicare più il nome di Cristo! Ma continuarono con estremo coraggio ad annunciare il Vangelo e per questo furono crudelmente torturati e infine decapitati il 16 gennaio 1220. Quando la notizia raggiunse san Francesco questi esclamò: «Ora posso dire di avere veramente dei frati Minori». In fondo essi ottennero la palma del martirio, ossia della testimonianza radicale del Vangelo fino a dare la vita, e questo non fu l’ultima motivazione che spinse lo stesso frate Francesco a recarsi in Oriente dove incontrò il sultano Malek-el-Kamil.

Quando i corpi dei cinque frati uccisi a motivo della fede dal Marocco giunsero a Coimbra, la loro testimonianza impressionò talmente il canonico agostiniano Fernando da Lisbona, che volle entrare nei frati Minori onde anche lui conseguire la vittoria del martirio, verso il quale aveva una grande ammirazione come testimoniano alcuni passaggi dei suoi Sermoni. Prendendo l’abito minoritico, cambiò anche il nome in quello di Antonio e imbarcatosi verso le terre del Marocco, a motivo di un naufragio si ritrovò in Sicilia, da cui raggiunse Assisi per partecipare al Capitolo dei frati Minori. Incontrato san Francesco presso la Porziuncola, al termine del raduno, dopo un periodo di vita eremitica, raggiunse Padova dove si dedicò alla predicazione fino alla sua morte; canonizzato nel Duomo di Spoleto da papa Gregorio IX sarà ricordato come sant’Antonio di Padova e il suo culto ebbe una diffusione straordinaria.

La tradizione vuole che per raggiungere Assisi passò anche per il territorio di Terni-Narni-Amelia e in questo modo restituì quanto ricevette dalla testimonianza dei Protomartiri francescani. Parafrasando un’espressione dei primi secoli cristiani, possiamo dire che “il sangue dei protomartiri francescani fu il seme della vocazione minoritica di sant’Antonio di Padova” in onore del quale il nostro predecessore Cesare Boccoleri eresse questa chiesa consacrandola il 13 giugno 1935 e al cui interno noi oggi collochiamo le reliquie dei Protomartiri giunte appositamente dalla Diocesi di Coimbra. La partecipazione assidua ai sacramenti da parte dei fedeli, che dalla città e dal circondario continuano ad accorrere in questo luogo, nonché la santità che queste mura richiamano, mi permettono oggi 13 giugno 2010, nella ricorrenza dei 790 anni dal martirio dei santi frati minori Berardo da Calvi, Pietro da San Gemini, Ottone da Stroncone, Accursio e Adiuto (1220-2010), di elevare questo edificio a

Santuario antoniano dei Protomartiri francescani

Si concede l'indulgenza plenaria, secondo le disposizioni della Penitenzieria Apostolica a chi si reca in questo luogo con atteggiamento personale di conversione, alle solite condizioni: il 16 gennaio, festa dei Protomartiri Francescani; il 13 giugno, solennità di sant’Antonio; il 2 agosto, per il Perdono d'Assisi; il 4 ottobre, solennità di san Francesco d'Assisi e una volta all'anno in un giorno scelto dal fedele.

E poiché tutto il territorio di Terni fu santificato dalla presenza di questi santi francescani, oggi è possibile chiamare a pieno titolo questo lembo di terra umbra la Valle dei Protomartiri, incastonata tra la Valle Spoletana, tanto cara al Santo di Assisi, la Valle Santa di Rieti e la Tuscia Viterbese che a Bagnoregio diede i natali al dottore serafico san Bonaventura.

Auspico che questo nuovo Santuario con la Parrocchia sia per tutti, in particolare per i giovani e le famiglie, luogo di santificazione, perché, come fecero Francesco, Antonio e i Protomartiri francescani, seguano le orme del Signore Gesù, che è via, verità e vita.

Terni, 13 giugno 2010.

Bullarium Franciscanum, n.s. tomus III (1471-1484), p.740.

Concedit fratribus Minoribus eu die 16 ianuarii in suis ecclesiis, publice et solemniter, missas celebrant et officium recitent de BB. Berardo, Petro, Othone, Accursio et Adiuto, protomartyribus esiudem ordini.

1481, augusti 7, Romae

Universis fratribus ordinis Minorum dilectis filiis ubicumque morantibus seu moraturis.

Cum alias animo revolveremus merita BB. martyrum Berardi, Petri, Othonis, Accursii et Adiuti, qui ex ordine fratrum Minorum, sub quo et Nos coluimus, fuerunt, qui post multa tormenta sub rege Marochiorum pro Christo mortem subierunt et martyrii palmam gloriose promerentes, plurimis miraculis in ipsa morte et post claruerunt; ex quo incensus B. Antonius de Padua ex ordine Canonicorum Regularium, in quo tunc erat, ad ordinem ipsum fratrum Minorum se legitur transtulisse: concessimus ex auctoritate apostolica et benignitate, vivae vocis oraculo, ut fratres praedicti ordinis Minorum possint publice et solemniter celebrare in suis ecclesiis missas et horarum officium de supra memoratis sanctis martyribus. Verum, cum frequenter adversarius inimicus humani generis nitatur bona et sancta opera perturbare, ne tam divinum et pium opus possit aliquis in posterum impedire, tenore praesentium, ex certa scientia, auctoritate apostolica, concedimus, quod praedicti fratres Minores ubique solemniter et publice officium plurimorum martyrum pro ipsis Berardo, Petro, Accursio, Adiuto et Othone sub officio duplici maiore ac etiam XVI ianuarii, qua die ab hoc saeculo per martyrum decesserunt, libere ac cum sana et serena conscietntia dicere ac celebrare possint, inhibentes praefata apostolica auctoritate, ne quis huic nostrae concessioni audeat se opponere. Non obstantibus in contrarium facientibus quibuscumque. Praeterea, quia difficile esset praesens breve ad omnia loca deferri, columus, ut illius transumpto, alicuius publici notarii manu subscripto et sigillo generalis dicti ordinis vel vicarii generalis fratrum Minorum de Observantia munito, ea prorsus fides adhibeatur, quae adhiberetur si idem praesens breve originaliter ostenderetur.

Datum Romae apud S. Petrum, sub annulo Piscatoris, die VII augusti 1481, … anno X.

 

Raccolta delle Bolle Francescane, n.s. tomo III (1471-1484),p. 740

Permette ai frati Minori che nel giorno 16 gennaio nelle loro chiese, pubblicamente e solennemente celebrino messe e recitino l'ufficio riguardo i Beatissimi Berardo, Pietro, Ottone , Accursio e Adiuto protomartiri del medesimo ordine.

Roma, 7 Agosto 1481

A tutti i frati diletti figli dell'ordine dei Minori ovunque si trovino, ora e in futuro.

Considerando nondimeno quali furono i meriti beatissimi dei martiri Berardo, Pietro, Ottone, Accursio e Adiuto, i quali appartennero all'ordine dei frati Minori nel quale anche noi abbiamo praticato e vissuto, i quali dopo molte torture ad opera del re del Marocco per Cristo andarono incontro alla morte e meritarono gloriosamente la palma del martirio, nella stessa morte e in seguito brillarono di numerosi miracoli; acceso da questo evento si legge che il Beato Antonio da Padova sia passato dall'ordine dei Canonici Regolari, in cui allora si trovava, allo stesso ordine dei frati Minori: abbiamo concesso con Benevolenza e con l'Autorità apostolica, con sentenza indiscutibile che i predetti frati dell'ordine Minore possano pubblicamente e solennemente celebrare nelle loro chiese le messe e l'ufficio delle ore riguardo ai santi Martiri sopra ricordati. E in verità, poichè spesso il nemico avversario del genere umano cerca di scompigliare le buone e sante azioni, affinchè qualcuno in futuro non possa ostacolare un'opera tanto pia e divina, con il presente disposto, secondo la scienza certa e l'autorità Apostolica, concediamo che i predetti frati Minori ovunque solennemente e pubblicamente possano in libertà e con sana e serena coscienza, applicando l'invocata autorità Apostolica, recitare e celebrare l'ufficio dei numerosi martiri anche per gli stessi Berardo, Pietro, Accursio, Adiuto e Ottone nel duplice ufficio Maggiore e anche il 16 Gennaio, nel qual giorno morirono per effetto del martirio. Che nessuno osi opporsi a questa nostra concessione e che nessuno faccia nulla per opporvisi. Inoltre, poichè era difficile che la presente fosse diffusa ovunque,  provvediamo a che, in copia, con sottoscrizione di qualche pubblico notaio e con il sigillo dell'ordine o con certificazione del vicario generale dei frati Minori, questa festa Cristiana si diffonda e sia diffusa qualora la presente Bolla sia mostrata in originale.

Dato a Roma in S.Pietro, sotto l'anello del Pescatore, nel giorno 7 Agosto 1481, ... anno X

santino fotosanti Berardo, Ottone, Pietro, Accursio e Adiuto, venerati come santi dalla Chiesa cattolica, sono denominati anche Protomartiri Francescani essendo i primi martiri dell'Ordine francescano, uccisi in Marocco il 16 gennaio 1220.

Le loro spoglie sono conservate nel Santuario della Chiesa di Sant'Antonio da Padova a Terni

Berardo suddiacono, Pietro, Ottone sacerdoti e Adiuto e Accursio frati laici, provenienti da località adiacenti alla città di Terni, tra i primi ad abbracciare la vita minoritica, furono i primi missionari inviati da Francesco d'Assisi nelle terre dei Saraceni.

Da prima si portarono a Siviglia, in Spagna, dove iniziarono a predicare la fede di Cristo nelle moschee. Vennero malmenati, fatti prigionieri e condotti davanti al sultano Miramolino, in seguito trasferiti in Marocco con l'ordine di non predicare più in nome di Cristo.

Nonostante questo divieto continuarono a predicare il Vangelo, per questo furono di nuovo imprigionati e dopo essere stati sottoposti più volte alla fustigazione, decapitati il 16 gennaio 1220.

Francesco, all'annuncio dell'uccisione dei suoi frati esclamò: «Ora posso dire con sicurezza di avere cinque Frati minori». Le salme vennero trasferite a Coimbra, in Portogallo. Antonio di Padova ne fu testimone e avendo apprezzato molto il loro gesto eroico si convinse ad entrare nell'ordine dei Francescani.

Vennero canonizzati nel 1481 da papa Sisto IV, anch'egli francescano, il 7 agosto 1481, con la bolla Cum alias.

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